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Sapevi che la pizza crea una “sana” dipendenza? Ecco perché

Uno studio scientifico pubblicato sulla rivista PloS One conferma quello che in cuor nostro sapevamo già: la pizza crea dipendenza. Il desiderio di affondare i denti in una bella fetta di pizza che ti assale nei momenti più improbabili; la capacità di mangiare pizze enormi anche se non hai più fame; la voglia di mangiarne subito un’altra appena finita la prima. Tutti questi fenomeni non sono dati dalla semplice golosità, sono una vera e propria necessità.

Non spaventarti: la dipendenza da pizza ha poco a che fare con quelle da alcool è droga. Il cervello reagisce a un mix di stimoli sensoriali che rendono la pizza un piacere per il palato e per l’anima. Con buon senso e frequentando una scuola di pizza, puoi farla diventare un alimento positivo sotto tutti i punti di vista.

 

Come funziona la dipendenza da pizza

Gli statunitensi parlano di “pizza experience”. Mangiare una pizza è infatti un’esperienza che tocca tutti i nostri sensi, come i corsi per pizzaioli riconosciuti insegnano. Tutti questi stimoli diversi ci fanno stare bene e ci spingono a “volerne ancora”.

Per andare nello specifico, cosa ci piace della pizza?

I nutrienti

Una buona pizza contiene grassi, sale e zuccheri sotto forma di carboidrati complessi. Si tratta di un mix di sostanze utili per l’organismo e abbastanza rare in natura, che fa quindi scattare un’immediata risposta di piacere.

Il formaggio

La caseina è una delle sostanze che dà più dipendenza in assoluto. Durante la digestione si scinde e rilascia caseomorfine, che interagiscono con i ricettori della dopamina. In combinazione con il grasso dei formaggi e il sapore salato, mandano il cervello in Paradiso. Ecco perché tanti “comfort food” sono a base di formaggio.

La combinazione degli ingredienti

Una buona pizza mette in equilibrio il sapore fruttato e acidulo del pomodoro con il grasso del formaggio, di solito mozzarella. Gli altri ingredienti dovrebbero essere scelti tenendo a mente questo equilibrio.

La consistenza

Alta o bassa che sia, quando mordiamo una fetta di pizza dobbiamo sentire una combinazione di morbidezza (la mozzarella), umidità (il pomodoro) e croccantezza (l’impasto). Se la pasta è troppo dura o troppo bagnata, il pomodoro è troppo asciutto, la mozzarella è gommosa, non siamo soddisfatti. Un corso per fare la pizza può insegnarti come evitare questi errori.

Il colore

La classica pizza margherita è di un bel rosso acceso, tendente al violaceo. Questo colore è stimolante e attira subito lo sguardo, facendoti mangiare la pizza con gli occhi prima che con la bocca.

I bei ricordi

La pizza è un cibo sociale, spesso mangiato con parenti o amici. Ogni volta che la mangiamo, colleghiamo l’esperienza alle tante mangiate fatte in compagnia.

 

Quali sono i suoi valori nutrizionali

La scuola di pizza insegna come combinare gli ingredienti per ottenere gli effetti di cui sopra. Con un buon insegnante ed esercizio, puoi diventare il fornitore di fiducia di tanti “drogati di pizza”. Quali sono gli effetti sulla salute dei tuoi clienti, però? A patto di usare ingredienti di qualità e buon senso, non ce ne sono.

La pizza è un alimento calorico, inutile negarlo. Una pizza margherita può arrivare a contenere 700 kcal, in gran parte costituite da carboidrati. Più ingredienti aggiungi alla farcitura, più il conteggio sale, spesso in favore di grassi e zuccheri. La pizza rossa classica è però ricca anche di licopene, sostanza che riduce il rischio di tumore alla prostata. Un filo di olio aggiunto a crudo aiuta ad assimilarlo meglio e ti dà ulteriori nutrienti positivi per il tuo corpo.

Dato l’alto contenuto calorico, sarebbe buona norma non abusare della pizza e limitarsi a una dose settimanale. La classica pizza del sabato sera in famiglia o con gli amici è un alimento completo ricco di nutrienti, che non rovina la linea e ti fa stare bene a 360°. Cosa fare però se vuoi rendere la tua pizza più salutare? È possibile?

 

Come preparare una pizza sana e buona

La chiave per una buona pizza sta nell’impasto. Non c’è dipendenza che tenga: quando l’impasto è fatto male, ti lascia in bocca il gusto amaro delle speranze deluse. Nei casi peggiori, ti fa anche tornare a casa con un bel mal di pancia. Eppure, tanti pizzaioli – o aspiranti tali – sembrano non capirlo.

Qualsiasi corso per fare la pizza ti insegna prima di tutto come ottenere una base che dia dipendenza, morbida dentro e croccante fuori. Allo stesso tempo, ti spiega come renderla più leggera e digeribile. Ecco qualche trucco da usare anche a casa.

  • Usa poco lievito o, meglio ancora, usa il lievito madre. I corsi per pizzaioli riconosciuti insegnano come preparare quest’ultimo, procedimento laborioso se non sei un professionista. Il compromesso? Usa circa 6 grammi di lievito di birra per 1 chilo di farina.
  • Fai lievitare l’impasto per 24 ore in frigo. Più l’impasto riposa, più “matura”. Significa che le sostanze complesse contenute nella farina si scompongono, diventando più facili da digerire. Usare pochissimo lievito serve anche a far coincidere i tempi di maturazione con quelli di lievitazione.
  • Usa farine semi integrali o integrali, ricche di fibre e di micronutrienti utili per l’organismo.

 

La Casa della Farina, corsi per pizzaioli riconosciuti a Milano

Un corso per fare la pizza di alto livello ti insegna come trasformare la generica “dipendenza da pizza” in “dipendenza alla tua pizza”. La Casa della Farina è una scuola di Milano specializzata nella produzione di prodotti da forno. Ti proponiamo corsi per pizzaioli riconosciuti, per panettieri e pasticceri. Alla fine di ciascun corso è previsto uno stage, per aiutarti a mettere tutto in pratica e avviarti verso il lavoro dei tuoi sogni.

Per saperne di più contatta La Casa della Farina.